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giovedì 17 novembre 2011

Black Belt 1993 di John Little






 

L'intervistatore John Little ha passato due ore con Lee discutendo dal suo regime di allenamento e i ricordi di suo padre ad argomenti come l'influenza di suo padre nella carriera di attore e gli incontri di difesa personale nella propria vita.
Com'era essere il figlio del leggendario Bruce Lee? Little scava nel profondo e svela le risposte a quelle domande come nessun intervistatore prima.

Quando la loro lunga discussione finisce si stringono la mano e Lee giocando tira un pugno al braccio di Little "Lo faremo ancora quando Il Corvo sarà realizzato" disse  all'intervistatore. Tristemente il destino aveva altri piani.


Little:

E' vero che tuo padre ha catturato l'attenzione dei produttori dei film di Hong kong quando sei apparso con lui a 5 anni e hai rotto delle tavole?

Brandon:

Non sarei andato così lontano come tu hai affermato è stata la prima grande spaccatura di mio padre ma è stata una delle prime volte che  mi sono esibito


L:

Hai dei vividi ricordi di quel giorno o eri troppo giovane per ricordare?

B:

Oh no, ho dei vividi ricordi. Mio padre mi stava presentando al pubblico di Hong Kong , fondamentalmente essendo il figlio di Bruce Lee c'è stata ovviamente un pò di pressione nel rompere la tavola che io feci e tutto è andato bene.

L:

Perchè hai scelto la professione di attore?

B:

Non ne sono sicuro, ma da quando ero molto molto piccolo, era ciò che ero abituato a dire a mia madre e mio padre che sarei andato a fare

L:

Tuo padre ti ha mai dissuaso ?

B:

No, credo che fossi così piccolo che i miei genitori sorridevano e scuotevano la testa , il compito era stato lasciato alla mia povera madre da sola nel scoprire poi che ero serio

L:

Il tuo primo lavoro di attore è stato nel 1985 nel prodotto televisivo Kung Fu: The Movie. Come hai ottenuto la parte ?

B:

Stavo lavorando per un produttore a Los Angeles, leggendo copioni e facendo delle sinossi , un giorno Lynn Stalmaster, che stava facendo il casting di Kung fu: the movie, venne nell'ufficio per incontrare i produttori . I produttori con cui stavo lavorando sapevano che volevo diventare attore e loro hanno detto tipo "Hey Brandon un' attore, perché non li lasci leggere la parte?" e loro lo fecero ed ebbi la parte.

L:

Com'è stato lavorare con David Carradine?

B:

David era molto carino. E' stato veramente molto buono con me quando lavoravamo assieme . Mi piaceva.

L:

Il tuo film successivo è stato una produzione di hong kong Legacy of rage e poi hai fatto il tuo debutto nei film americani con Shodown in little tokyo protagonista opposto a Dolph Lundgren . Da dov'è venuto quel ruolo?

B:

Ero nel circuito delle audizioni come qualunque altro e shodown mi è caduto nelle mani. A quel tempo cercavo di essere pronto per Rapid Fire ma non c'era ancora un copione e non c'era ancora un accordo. Continuavo a lavorare ed è capitata l'audizione per shodown . Ho avuto la parte e l'ho fatto.

L:

Cosa ti piace di più del progetto Rapid Fire?

B:

In Rapid Fire ho avuto l'opportunità di fare le coreografie di arti marziali assieme con Jeff Imada. E' stata la prima volta che abbia fatto la coreografia per un film ed è divertente. E' eccitante ed appagante allestire qualcosa, fare le prove, girarlo e vederlo uscire negli schermi abbastanza come lo immaginavi.
E' stata la prima volta che ho avuto l'opportunità di avere così tanto coinvolgimento in un film , qualche volta è stato pauroso ma nel complesso soddisfacente.

L:

Ogni volta che un attore fa dei film con arti marziali corre il rischio di essere paragonato a Bruce Lee . Nel tuo caso ovviamente il confronto è più profondo. Essere il figlio di Bruce Lee nella tua carriera di attore è un vantaggio o uno svantaggio?

B:

Non credo tutte e due. Tutto quello che posso dirti è che nella tua carriera non puoi fare delle scelte comparandole con qualcun' altro. Devi fare il tuo lavoro basato sui tuoi istinti e la tua vita. Rispetto molto mio padre ma sono una persona molto diversa da come lui era.

L:

Qual'è la più grande differenza?

B:

Sono cresciuto in un paese diverso, Ho avuto molte diverse influenze rispetto alle sue. I confronti per me sono superficiali, non si possono confrontare due persone. Quando Paul Newman era giovane lo confrontavano sempre a Marlon Brando e lui lo odiava. Non sono preoccupato del confronto con mio padre, Sto facendo il mio lavoro e sono felice così.

L:

Tuo padre ha influenzato milioni di persone nel mondo con i suoi film e le sue scritture in che cosa pensi ti abbia influenzato di più?

B:

Wow, è una domanda molto difficile. Era mio padre. Penso che le arti marziali siano parte integrante della mia vita e provengono interamente da mio padre . Recitare, tuttavia è qualcosa che ho inseguito, per gran parte da solo. Mio padre morì quando ero piccolo così non abbiamo mai avuto l'opportunità di entrare in una conversazione profonda sulla recitazione. E ho avuto modo di inseguire la recitazione in molti modi diversi che mio padre non ha avuto, perché quando ha iniziato era troppo vecchio.
Tuttavia, le arti marziali sono un'area che ho visto da mio padre. Mi ha fatto iniziare  con le arti marziali appena ho iniziato a camminare . Mi ha allenato fino a quando è scomparso e perfino quando ho continuato il mio allenamento, è stato  con uno dei suoi studenti . Così mentre  ho avuto alcune influenze diverse attraverso i miei allenamenti di arti marziali , essenzialmente le arti marziali sono connesse con mio padre. Credo sia la più forte influenza che io abbia avuto da lui .
 
L:

In accordo con quanto riportato hai usato alcune capacità di arti marziali con un teppista che entrato nella tua casa maneggiava un coltello , è vero?

B:

Sono tornato a casa e ho colto un gentiluomo mentre stava svaligiando la mia casa. Questa era il tipo di casa dove tutte le stanze erano connesse così si poteva letteralmente correre attorno alla casa. Lui mi ha guardato, io lo ho guardato, e ho iniziato a corrergli dietro e abbiamo corso attorno alla casa un paio di volte. Era come il teatrino dei tre tirapiedi. E' stato veramente sciocco. Durante il suo ultimo circuito, attraverso la cucina ha preso un grande coltello tagliente e abbiamo squadrato nel soggiorno. Mi è rimasta questa cicatrice nel mio pollice (dove lui mi ha ferito) e io gli ho rotto il braccio, dislocato la spalla, e gli ho rotto il naso e la mandibola. Poi è arrivata la polizia. Sento che se qualcuno entra in casa mia e maneggia un coltello verso di me, lui non ha più ragioni divita, di libertà e di perseguire la felicità . Ma non l'ho ucciso e lo avrei potuto farlo molto bene. Pensai che era giusto.

L:

Siccome sei il figlio di Bruce Lee probabilmente durante la tua crescita hai avuto una serie di confronti

B:

Si, ho avuto un paio di stupidi incontri mentre stavo crescendo. Mi sono spostato molto e ho frequentato diverse scuole. E qualche volta quando andavo in una scuola diversa c'era qualcuno che avrebbe provato che era forte battendo il figlio di Bruce Lee. Non è stato importante, nessuno si è mai fatto troppo male. E' stato importante quando avevo 14 anni, ma non lo sembra ora. Sopravvivi a quello.

L:

Come ti mantieni in forma?

B:

Mi piace alzarmi e in realtà premere i pulsanti della tv invece che usare il telecomando. E compro le birre che hanno il tappo a vite, sembra che mantengano i miei avambracci in forma.
No, veramente dipende in che film sto lavorando. La maggioranza dei film che ho fatto avevano dei ruoli fisici così ho fatto dell'allenamento piuttosto difficile. Andrei in palestra in ogni caso se avessi o no un film, ma non lavorerei così duramente a meno che dovessi interpretare il ruolo in un film che lo richiede. Quando mi alleno duramente è attorno ai 4 giorni a settimana per 5 ore al giorno. Di solito non faccio allenamenti con i pesi ma ne ho fatto un po prima di Rapid Fire. Onestamente lo ho fatto per pure regioni estetiche perché stavo interpretando un personaggio senza maglietta. Non fosse stato per quello, non credo che lo avrei fatto.

L:

E' interessante alla luce del fatto che tuo padre ha liberato molte persone dal timore di fare un allenamento con i pesi come un'aggiunta al loro allenamento di arti marziali.

B:

E' vero tra i martial artists c'è la convinzione che l'allenamento con i pesi porti i crampi ai muscoli e restringa i movimenti, non penso che accada se è eseguito propriamente.

L:

Quindi la maggior parte del tuo allenamento è diretto alla condizione cardiovascolare?

B:

Faccio molto lavoro cardiovascolare. Sono interessato a raggiungere quel punto quando in realtà si fallisce a causa dallo sfinimento da qualcosa. Quando raggiungi quel punto dove dici "è tutto non posso farne un'altro" , dovresti sfidare te stesso con qualcosa. Forse, immagini che un uomo abbia una pistola puntata alla testa di tua madre e dica: "se farai qualcos'altro di qualsiasi esercizio che stai facendo non premerò il grilletto". Poi vedi che lo puoi fare. Trovo che si debba farlo in un gioco a qualche livello in modo di continuare. Così è quello che faccio. Salto molto dalla corda, corro, vado su una LifeCycle e uso la stairmaster (macchina con step e scale rotanti). E Poi lavoro alla Inosanto Academy . A volte frequento le classi di Muay Thai  kickboxing dove c'è un' inferno di lavoro cardiovascolare.

L:

Ti alleni in uno stile particolare di arti marziali?

B:

Quando la gente mi fa questa domanda di solito dico che mio padre ha creato l'arte del Jeet Kune Do e mi sono allenato in quello. Tuttavia, è un po più semplice da dire perché il jeet kune do era la personale espressione di mio padre delle arti marziali. Così mi sento sempre un pò sciocco nel dire che pratico il jeet kune do sebbene sia stato certamente allenato in quello. Sarebbe più accurato dire che pratico la mia interpretazione di jeet kune do come chiunque pratichi il jeet kune do faccia.

L:

Quale Film di tuo padre ti piace guardare di più?

B:

E' un tipo di tirare a sorte tra Return of the Dragon ed Enter the Dragon. Return of the Dragon è stato il suo terzo film e penso che i suoi film fossero collegati l'uno con l'altro. Siccome ha scritto diretto ed interpretato Return of the Dragon, per lui è stato un film molto individuale. Ma Enter the Dragon è probabilmente il mio preferito essendo l'unico in cui parlava inglese con la propria voce ed è certamente di maggior valore. Così è ottimo, ed è il più curato del gruppo.

L:

Come ti senti in merito a Way of the Dragon, dove tuo padre lotta contro Chuck Norris in un facsimile del Colosseo romano?

B:

Sai c'era il nostro gatto di famiglia che è apparso nel Colosseo alla fine del film. E la macchina che si è accostata alla fine, la Mercedes Benz rossa, era la nostra macchina. Mia madre ancora possiede quella macchina, come dato di fatto. Mi ricordo di essere stato sul set del Colosseo. Quella lotta con Chuck Norris è stata realmente girata nel soundstage ad Hong Kong.

L:

Hai qualche aneddoto dal set Enter the Dragon?

B:

Una delle cose più interessanti in Enter the Dragon , che non molte persone hanno compreso, accade nella sequenza di lotta nel tunnel della metropolitana, che è una delle mie sequenze di lotta preferite del film. Uno dei ragazzi che arrivano e a cui gli viene rotto il mento da mio padre è Jackie Chan. Jackie aveva probabilmente sui 17 anni ed era un stuntman (controfigura).


L:

Che consiglio daresti oggi alle arti marziali?

B:

La mia opinione personale è semplicemente che uno dovrebbe sempre prestare maggior attenzione al lato spirituale delle arti marziali piuttosto che al lato fisico. Penso sia l'area che probabilmente attragga più persone alle arti marziali. La maggioranza delle persone che mi fanno domande sulle arti marziali sono centrate sulla spiritualità dell'arte marziale ma non sembrano conoscere realmente di cosa stanno parlando. L'arte marziale è un inseguimento, nella mente è in grado di fornire delle profonde e durature esperienze spirituali, se una persona è aperta ad esse. Quando ti muovi verso la padronanza delle arti marziali vai contro queste barriere dentro te stesso che tenteranno di fermarti dal continuare. E come superi ognuna di queste barriere impari qualcosa su te stesso.

L:

Quando pensi a tuo padre cosa ti viene immediatamente in mente?

B:

Non vorrei essere scortese, ma non ho molti ricordi personali di mio padre perché ero giovane quando lui è morto. E quei ricordi che ho gli amo veramente e gli terrei per me.





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domenica 11 settembre 2011

A Magazine 1993 di Jeff Jang





L'ombra di Il Corvo: L'ultima intervista di Jeff Jang con Brandon Lee.

L'ombra di Il Corvo: A Magazine di Jeff Jang uno degli ultimi giornalisti ad intervistare Brandon Lee sul set del suo ultimo film guarda alla sua vita e alla sua tragica fine.

E' Marzo e un freddo di bara nelle viscere dello stabilimento di cemento, un'abbandonata eredità del passato dell'america industriale.
Il residuo di lavoro onesto, pezzi di pesanti macchinari senza valore, spaccati e cigolanti, di formica, di metallo arrugginito sono cosparsi attraverso le desolate stanze.
La vuotezza e lo spazio diventano suoni in effetti spettrali. Le voci sono distanti , l'eco dei passi, gli appena visibili fischi e bisbigli della brezza.
Se ci fosse mai stato un luogo per filmare una morte, eccolo.

Sono qui assegnato a coprire le riprese dell'eroe che tutti vogliono che diventi, Brandon Lee. Il film Il Corvo è una rottura con il passato di Brandon : interpreta un chitarrista Rock, Eric Draven,  che incontra una morte prematura, settimane prima del suo matrimonio. Riportato da una forza sovrannaturale come il corvo, a Draven viene data la possibilità di vendicare se stesso e il suo amore. E' un ruolo stimolante , un horror misto all'azione, un dramma gotico sposato alla fantasticheria. Per Brandon è l'opportunità di una vita.

Due settimane dopo Brandon se ne è andato. O se ne sta andando. Sospeso in un circolo di coincidenze e ricorsività.
La storia di Brandon va avanti dopo la sua morte, una marionetta che danza sulle copertine dei giornali.

E' morto. E' stato ucciso. Come suo padre. Che strano. Chi è la banda? Qualcuno chiese, intendo le  cinesi bande di Hong Kong. E' stato ucciso?

Ha importanza? E' morto.

Morto tragicamente. Morto giovane, troppo giovane all'età di 28 anni, non esattamente quel  riconoscimento che ha cercato di inseguire nella sua vita. Non sì è mai liberato dell'ombra del suo troppo famoso padre.

Così se ne è andato.

Sfregando le sue mani nella terribilmente fredda fabbrica. Brandon si avvicina verso la sua roulotte lunga e macabra, nella sua sbiadita attrezzatura di corvo.
Mi è stato fatto segno di seguire: "Avrai 10 minuti, 15 al massimo" dice l'agente. "Brandon ha bisogno  di riposare", "Vieni, fa freddo", dice Brandon.
La sua faccia con il fondotinta pallido e truccato da spavento, "siediti", lui sta fumando. Offre il pacchetto. Il suo agente scuote la testa: "No, quelle cose ti uccideranno".
"Questa è la cosa più difficile che io abbia mai affrontato, il freddo" . Qui ci sono state un paio di notti dove ho sentito così tanto freddo che non ricordo di aver mai provato in tutta la mia vita " (esclama Brandon).

Brandon è un ragazzo della California ,da Hong Kong a L.A. riportato dopo la morte di Bruce  dalla sua triste madre. A quel tempo aveva sollo 8 anni.

"E' una sorta di divertimento perchè sai in questo film interpreto un uomo morto e non era qualcosa che potevo ricercare, andare ad intervistare persone che erano tornate dalla morte. Ma una volta ho letto un libro, uno dei migliori di Stephen King , Pet Sematary che aveva una scena , in quella dove un gatto tornava dalla morte.  E descriveva come camminava attraverso la stanza , in un modo non molto da gatto. Per alcune ragioni mi aveva terrorizzato , l'immagine di quel gatto, che è un animale molto naturale, e non capace di artifici come una persona , si è veramente ficcato nella mia memoria. Nella scena in cui il mio  personaggio Eric ritorna, ho voluto interpretarlo come quello, il fatto che la sua temperatura corporea fosse molto bassa e ci fosse quasi un coinvolgimento di rigor mortis"

Brandon accende un'altra sigaretta , esala una corona di fumo. "Così quando mi stavo preparando per questa scena, sono andato in un negozio, e ho comprato 20 borse di ghiaccio, mi ci sono messo dentro, avevo molto freddo, sono uscito e mi sono mosso, per fare quei movimenti giusti. E ora vengo qui fuori, in questi 5 fottuti gradi, il ghiaccio mi avrebbe riscaldato"

Brandon sorride . Nel suo make- up  sembra un maniaco, spaventoso; il sorriso è una buffa smorfia. Abbandonato il make- up  lui è scuro , bello e caldo, toccato dal sole della California del sud , e carismatico nel modo spensierato di un ragazzo surfista un pò sapientone da spiaggia. 




E' un burlone: appare sul set con una strana parrucca, assomigliando al figlio bastardo di Cher e Edward Scissorhand e la troupe collassa dalle risate.
Una persona di spirito gli chiede sul suo prossimo progetto, Brandon fa l'occhiolino e dice "la produzione inizia il 17 aprile , è stato tutto lanciato, e continuerà per almeno 50 anni : Mi sposo". Brandon è davvero innamorato ed è un amico leale  , come la sua famiglia, la fidanzata Eliza "Lisa" Hutton e tra gli altri Jeff Imada, il stunt coordinator di Il Corvo e vicino come un fratello per 18 anni, possono affermare.


Gli si vuole bene. Ma è spensierato? La libertà è qualcosa che Brandon ha sempre cercato e non ha trovato.
E' stato osservato da quando è nato, fino all'età di 8 anni, è stato educato sotto i duri, amorevoli, occhi di suo padre. Dopo gli 8 anni, quando gli occhi diventarono un'icona, ha indossato il manto  della responsabilità e dell'aspettativa. Davanti i passi di suo padre, indietro i ricordi di suo padre, non poteva essere niente meno che un professionista dell'immagine di suo padre.
Alle scuole superiori a Los Angeles era messo alla prova ancora e ancora: "avevo sicuramente la sindrome del killer di professione, la sindrome della pistola più veloce dell'occidente. Ero in una squadra di calcio  spesso quando giocavamo in un altra scuola c'erano alcuni ragazzi che avevano sentito chi ero e avremmo lottato dopo la partita".


Dopo aver conseguito l'età adulta, quell'immagine è diventata la sua prigione.
Ha frequentato il college e studiato recitazione al Massachusetts's Emerson College e ha fatto dei corsi alla Lee Strasberg Academy.
I produttori lo assillavano con i copioni. Le storie erano di basso livello e non meritavano..."l'unica ragione per cui mi volevano era per sfruttare il nome di mio padre. Non volevo averci nulla a che fare". Ha detto ai giornalisti che era stanco di essere dattilografato: "voglio fare molte altre parti non voglio essere bloccato facendo parti di arti marziali ... Voglio fare tutti i generi di cose. Non voglio essere visto come il figlio di Bruce Lee e nient'altro."

C'è una libertà nella morte. Brandon dice : "ho appena girato una scena dove il tizio punta una pistola su di me, vai come questo, prende la mia mano e la mette in una pistola, fa l'ok e il puntatore è disteso e io sono come, vai avanti spara, e lo fa,  Eric può farlo, lui è già morto". Brandon appoggia contro il mio dito e spara, "bang ".

Giovedì 31 marzo, un amico mi chiama da Hollywood per dirmi che Brandon è morto. Un incidente sul set, un semplice effetto di sparatoria è andato terribilmente male.
Ritorno a pensare al tuono e al fracasso dell'esplodere dei petardi e ai proiettili spogli che scuotono il set. Il fuoco nel foro, e uscirebbe il pianto, e le dita andrebbero in aria e gli effetti pirotecnici volerebbero.
Il gioco della pistola seguito dal gioco della morte.


Venerdì 1 Aprile il Coroner estrae una pallottola calibro .44 dal corpo di Brandon, ha attraversato lo spessore del  suo torso appiattendosi contro la sua spina dorsale. La scena è stata girata, Brandon pianse, tutte le persone
risero, così vicino allo sciocco Aprile!
 
Brandon, il burlone in un corvo arlecchinizzato, un cadavere, un clown con una faccia dipinta. E' uno scherzo, vero?  Bang


"Sentivo che qualcosa sarebbe accaduto" dice una persona associata con la produzione che ha scelto di rimanere anonima. "Era nell'aria che fosse il momento della morte di Brandon, e in qualche modo sapevo, sapevo che sarebbe accaduto, non penso si riesca immaginare quel tipo di violenza, non puoi farlo senza pagare in qualche modo.  Non è una questione di disattenzione, e non c'era nulla di male tra quelle persone, ma quando sono venuto a sapere della sparatoria, una sparatoria molto difficile , tutto sembrava tornare"

Durante la settimana della morte di Brandon la gente stava già parlando della maledizione , Entertainment Weekly ha pubblicato un pezzo dettagliato chiamato "la maledizione di Il Corvo" un elettricista è stato sobbalzato da 13,000 volt , ospedalizzato con bruciature su il 90 % del corpo.
Un carpentiere si è accidentalmente piantato un cacciavite sulla mano. Uno stormo, un grande stormo ha colpito il set lasciando sulla sua scia freddo e devastazione.

"Questo film ha una qualità stregata" mi dice David Patrick Kelly "un' anima di una città fantasma" , Kelly interpreta T-Bird uno degli assasini di Eric, amazzato da Eric, dalla sua incarnazione del corvo. kelly vede in Il Corvo  il nido di referenze classiche, Raven di Poe, di sicuro, e pensa al paradiso Perduto.
Il paradiso perduto è sulla ribellione , redenzione e disperazione. Lucifero il più brillante tra gli angeli,  guida  un'arma contro il Padre  esigendo l'autodeterminazione , libera volontà ed identità separata dal Supremo. Il suo successo è il suo fallimento, la sua caduta. Il suo primo figlio Adamo disobbedì al Padre, per amore di Eva e gli è stato negato il paradiso.
Eric è lucifero e Adamo, l'angelo assassino nero e l'amante esiliato dall'Eden.
E Brandon è Eric , un brillante splendente figlio con un assente padre di un altro mondo, che morì e rinacque come simbolo ed icona.
E Brandon irritato dalla eredità di suo padre, esigendo di essere visto come se stesso e non solo il figlio di Bruce Lee.
Questo film doveva essere la sua rottura, la sua risoluzione, per la prima volta un tributo, una spinta ad Edipo.
Non puoi piangere finché la storia non è fatta.
 
"Lui diceva che si stava relazionando con la perdita di Shelly" , nel film la fidanzata di Eric "alla perdita del padre,  stava provando ad usare quel tipo di emozioni" dice James O'Barr, autore del comic book su cui il film si basa.
"Eravamo seduti nella sua roulotte una notte e abbiamo parlato per quattro ore, sai qual'è la prima cosa che mi disse? una citazione da blade runner: non è una cosa semplice incontrare il tuo creatore."

Ne è semplice scappare da lui. E questa è la grande tragedia nella morte di Brandon , e nella vita, è sempre destinato all'uomo che lo ha fatto, che lo ha amato e da cui è tormentato.

Le persone parlano di maledizione: Rober Lee, lo zio di Brandon, parlò ai giornalisti della maledizione della famiglia dei Lee : "era stato detto a nostro nonno che nella nostra famiglia ci sarebbe stata morte, ci sarebbe stato divorzio". 
Le teorie di cospirazione: Brandon è stato ucciso dagli assasini di suo padre, mistici delle arti marziali che invidiano la fama di Bbuce e che giurano vendetta su di lui per  aver rivelato le tecniche segrete.

Importa? E' morto

Si importa, Perché per Brandon e per una generazione di asiatici americani Bruce era una figura da essere  richiesta e respinta , il suo potere era il nostro potere, ma la nostra identità ci apparteneva.
Le lotte nel parco giochi dove eliminavamo le paure degli altri con le pose di Bruce.

Brandon è stato sepolto dalla sua famiglia in una tomba vicino a suo padre . E forse il culto resterà. Forse come il corvo lui rivivrà con la vendetta nei suoi occhi. La storia della vita di Bruce, Dragon,  è stata portata sugli schermi, si sta parlando di finire Il Corvo e di realizzarlo in onore di Brandon.

Ma noi aspettiamo , aspettiamo la fine della storia.

Così che possiamo piangere.




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